“Conosco Raffaella e Matteo da diversi anni. Di loro apprezzo soprattutto la delicatezza del pensiero e la voglia di esplorare strade mai battute con la consapevolezza di chi conosce e con la leggerezza di chi sogna. Ancora non abbiamo dato vita ad un progetto insieme, ma mi auguro che questa lacuna venga presto colmata.”

Alberto Alessi – Presidente Alessi spa

“Diversi lavori dei deepdesign raffaella e matteo identificano una significativa direzione per un design – meglio un industrial design – segnato da un’attitudine contemporanea e innovation driven. Interessano in particolare le ricerche attorno agli oggetti tecnici; come affrontare nuove tecnologie,renderle domestiche, friendly, sostenibili etc. Che vuol dire interpretare al meglio il ruolo del designer come “interfaccia” intelligente fra il mondo e le persone.”

Alberto Bassi – Storico e critico del design

“Il mondo si muove in due direzioni tra coloro che hanno “intenzione” e coloro che aspettano di riceverle. L’uno esclude l’altro. Come sempre ma oggi più che mal essere designer del nostro mondo è prima di tutto una scelta d’Ordine a cui si vuole appartenere ed è importante che questo sentimento ponga il limite preciso di appartenenza. È grazie a ciò che, se anche non ci si conosce profondamente, non ci si frequenta quotidianamente o si lavora su fronti distanti, ci si sente appartenere ad un gruppo.”

Riccardo Blumer – Architetto

“Del loro lavoro mi piace lo spirito di ricerca, l’estensione. C’è qualcosa di elettrico. Da qualche parte c’è quasi sempre una spina. E non manca la rosa.”

Virginio Briatore – Filosofo e Giornalista

“Ispirati ed ispiratori: solo due parole per definire l’anima creativa dei “ragazzi” di deepdesign… Creatività e stile, associati a concretezza e solidità delle idee: questo è l’insieme magico che, nel corso degli anni, li ha contraddistinti sempre più nel panorama dell’industrial design italiano.”

Giacomo Canali – Innovation Manager at Barilla spa

“Raffaella e Matteo, Ordine e Caos della bellezza industriale.”

Stefano Casciani – scrittore, designer, curatore

“Si può star sempre certi che deepdesign saprà rispondere alle sfide del design tramite una profonda comprensione dei requisiti emozionali del problema. Le loro soluzioni poetiche parlano con sicurezza… ma senza alzare la voce. Bel lavoro…belle persone!”

Richard Eisermann – designer and strategist

“Il lavoro di deepdesign si inserisce nella lunga tradizione di pragmatismo illuminato che da sempre caratterizza il design italiano: trasformare con una profonda sensibilità estetica la fruizione concreta degli oggetti e degli spazi. In altre parole conciliare Bellezza e Verità.”

Francesco Morace – sociologo e design thinker

“Un tempo si diceva che si diventa progettisti a quarant’anni, poi è subentrato il desiderio di diventare star a trenta. Forse è possibile diventare star, ma per diventare progettisti sembra ancora volerci più tempo. Certo gli ultimi venticinque anni sono stati duri: il mondo si è aperto al design, giovani designer di tanti paesi sono arrivati in Italia e quelli italiani hanno avuto le loro (non sempre immeritate) difficoltà. Ma oggi sembra delinearsi un fenomeno nuovo, emerge la generazione dei designer italiani quarantenni. E tra questi, deepdesign sembra a me uno dei gruppi più interessanti, per maturità progettuale, versatilità tipologica, consapevolezza tecnologica, coerenza formale. Lunga vita ai nuovi quarantenni.”

Vanni Pasca – professore di Teorie e storia del design

“Matteo e Raffaella sono una coppia creativa complementare che trova un punto di equilibrio quotidiano nella pratica del scambio. Il risultato è una produzione ampia e diversificata, nata dal confronto con la dimensione industriale più avanzata ma anche da coraggiose autoproduzioni. Il loro lavoro sottolinea nel panorama contemporaneo una forte attenzione verso oggetti dal significato spesso tecnico, sfide interpretate con sensibilità per la forma che diventa concetto.”

Rita Preatoni – communication manager at SPD

“Ho sempre pensato che deepdesign dovesse chiamarsi Beep design, con uno scantonamento onomatopeico alla Castiglioni, a significare con acerbo timbro di un passaggio dal meccanico all’elettronico (la nostra vita dalla macchina per scrivere al computer) l’avviso della scintilla di un’idea! Quella di Raffaella e Matteo”.

Giorgio Tartaro – giornalista e conduttore

“Il lavoro di Raffaella e Matteo porta avanti lo spirito del modernismo declinandolo in modo ora serio, ora faceto. Deepdesign sa bene che il design abbraccia ambedue gli estremi dello spettro del nostro essere: il nostro bisogno per il pragmatico e per lo speculativo.”

Susan Yelavich – Professor of Art and Design Studies

“Ho conosciuto Raffaella Mangiarotti e Matteo Bazzicalupo nella seconda metà degli anni novanta. Bazzicavamo tutti, in quegli anni, dalle parti di via Sannio, dove Almerico de Angelis aveva collocato la redazione di Modo.[…] Ricordo che fui subito colpita dalla particolare relazione professionale che legava Raffaella e Matteo, che proprio in quegli anni avevano formalizzato il loro sodalizio con la fondazione di Deepdesign. Avevo conosciuto e conosco coppie di designer formate da fratelli (i fratelli Castiglioni, i fratelli Campana ecc.) oppure da partner (Ray e Charles Eames, Afra e Tobia Scarpa ecc.), ma Raffaella e Matteo non rientrano in nessuna di queste due tipologie. Non hanno legami di sangue, né sono uniti da una relazione affettiva o sentimentale. Ma proprio per questo il loro sodalizio mi sembrava e mi sembra particolarmente interessante e a suo modo emblematico di una nuova forma di relazionalità cooperativa che io avverto come molto contemporanea. Deepdesign di Raffaella Mangiarotti e Matteo Bazzicalupo nasce dunque come un ibrido: fra maschile e femminile, fra eretico e canonico, fra natura e tecnologia. Qualcuno ha parlato di organicismo naturalista, a proposito dei loro progetti. Ed è vero. 

Per esempio la lampada Dandelion riprende la forma del fiore di tarassaco, mentre la lavatrice Pulse azzera la fredda e geometrica asetticità dell’elettrodomestico tradizionale per assumere una forma che rimanda a un cuore o a un organismo (pulsante…) del corpo umano. Ma questa evidente e raffinata matrice formale non deve offuscare l’altro profilo tecnologico degli oggetti realizzati da Deepdesign, che sanno essere “sensibili” nella misura in cui si pongono il problema della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico, dell’innovazione funzionale, del rapporto con l’utente. Nel panorama complessivo del nuovo design italiano Deepdesign si pone come l’erede più diretto del pensiero e del progetto “moderno”: come tentativo discreto ma ambizioso di aggiornare una lezione insuperata, portandola a essere attiva anche in un mondo – e in un modo di progettare e creare – che indubbiamente non è più quello in cui operarono i Maestri.” 

Silvana Annicchiarico – Direttore Triennale Design Museum 

Alessandro Mendini – architetto, artista e designer

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L’osservazione della natura e dei suoi processi unita all’ispirazione generata da nuovi materiali e tecnologie guidano il nostro percorso di design nella rappresentazione della cultura contemporanea.